Biancospino, Aglio & Olivo

12,00 

80 perle
  • REGOLARITA’ DELLA PRESSIONE ARTERIOSA
  • RAGOLARE FUNZIOINALITA’ DELL’APPARATO CARDIOVASCOLARE
  • NORMALE CIRCOLAZIONE DEL SANGUE
  • METABOLISMO DEI CARBOIDRATI E DEI LIPIDI
  • METABOLISMO DEI TRGLICERIDI E DEL COLESTEROLO

Descrizione

L’integratore alimentare coadiuvante per la pressione alta.

Biancospino e pressione alta

Il biancospino manifesta azione sedativa e miorilassante. Particolarmente indicato nell’eretismo cardiaco, è considerato “lo specifico dello squilibrio neurovegetativo”. L’attività che manifesta a livello miocardico sembra attribuibile alla sinergia del suo fitocomplesso. A livello cardiaco incrementa l’apporto ematico a miocardio e coronarie, determinando una migliorata tolleranza all’anossia. La pianta agisce sul sistema cardiovascolare da una parte dilatando la muscolatura dei vasi, in particolare quelli coronarici, per cui diminuendo la resistenza periferica determina un’azione ipotensiva, dall’altra agendo direttamente sul miocardio con un’azione intropa positiva. Il Biancospino manifesta proprietà intrope positive e cronotrope negative (rinforza e rallenta le contrazioni del miocardio), nonchè dromotrope positive (> conducibilità), batmotrope negative (> eccitabilità). In particolare, l’effetto intropo positivo sarebbe riconducibile all’inibizione della C-AMP-fosfodiesterasi.

Bibliografia: Enrica Campanini; “Dizionario di fitoterapia e piante officinali II Edizione“; pag. 150

Aglio

L’aglio (Allium sativum) è stato utilizzato come spezia, alimento e medicina per oltre 5.000 anni ed è una delle prime erbe documentate utilizzate per il mantenimento della salute e il trattamento delle malattie. In alcuni dei più antichi testi di medicina, come il papiro egiziano Ebers risalente al 1500 a.C. e i libri sacri dell’India, i “Veda” (1200-200 a.C.), l’aglio era raccomandato per molte applicazioni medicinali, compresi i disturbi circolatori. Nell’antica Grecia, l’aglio era usato come diuretico, come riportato da Ippocrate, il padre della medicina moderna. Oltre ai suoi benefici cardiovascolari, l’aglio è stato tradizionalmente utilizzato per rafforzare il sistema immunitario e la salute gastrointestinale. Oggi questa intrigante erba è probabilmente la pianta medicinale più studiata. Più recentemente, è stato dimostrato che l’aglio ha proprietà di abbassamento della pressione sanguigna. Una meta-analisi comprendente 20 studi clinici ha suggerito che l’aglio è superiore al placebo nel ridurre la pressione sanguigna nei pazienti ipertesi, in media di 8-9 mmHg nella SBP e di 6-7 mmHg nella DBP, P,0.0001). Gli studi inclusi nella meta-analisi sono stati considerati di alta qualità, in quanto riportavano un adeguato occultamento dell’allocazione, randomizzazione, doppio cieco e basso tasso di abbandono. La riduzione della pressione arteriosa riportata nella meta-analisi è paragonabile agli effetti di riduzione della pressione arteriosa dei comuni farmaci antipertensivi. Mentre l’integrazione di aglio ha ridotto significativamente la pressione arteriosa (PA) nei pazienti ipertesi, non ha influenzato in modo apprezzabile i pazienti con una BP normale. Inoltre, la risposta e l’efficacia dell’integrazione con aglio sembrano dipendere da fattori genetici e dietetici individuali, con riduzioni della pressione arteriosa fino a 40 mmHg nei pazienti che rispondono e una percentuale del 25%-33% di non rispondenti, indipendentemente dal dosaggio dell’aglio, in uno studio di 3 mesi.

Bibliografia: Karin Ried; Peter Fakler; “Potential of garlic (Allium sativum) in lowering high blood pressure: mechanisms of action and clinical relevance” National Institute of Integrative Medicine, Melbourne, VIC, Australia

Olivo

La tradizione fitoterapica attribuisce alle foglie dell’olivo numerose proprietà: febbrifuga, ipoglicemizzante, diuretica e, soprattutto, ipotensivante. Studi sperimentali hanno dimostrato che infuso e decotto sono ipotensivanti nel cane. Analoga attività si è riscontrata utilizzando il principio attivo, oleuropeoside. Petkov (1972) ha dimostrato che la somministrazione intravenosa di oleuropeoside nel cane reso iperteso, determina una notevole e prolungata diminuzione dei valori pressori. Tale attività è stata confermata con l’impiego di un estratto al 70% in oleuropeside, somministrato per os nel ratto spontaneamente iperteso così come con una preparazione di foglie somministrata per via intravenosa nel ratto normoteso e per os nel ratto spontaneamente iperteso.

Dal punto di vista clinico le foglie di olivo possono essere impiegate nelle forme di ipertensione arteriosa di grado modesto, ove determinano ipotensione tramite un meccanismo di vasodilatazione periferica: i preparati presentano una buona tollerabilità e non provocano azione depressoria sul cuore. Per l’azione vasodilatatrice a livello coronarico, il loro utilizzo può contribuire a prevenire gli attacchi d’angor. Riducono inoltre la viscosità ematica e facilitano la diuresi. Recentemente sono stati segnalati nelle foglie acidi grassi poliinsaturi che riducono il colesterolo LDL, aumentando l’HDL. Sempre questi acidi grassi porterebbero alla formazione di trombossani e prostaglandine coinvolte nel garantire l’integrità dei vasi.

Bibliografia: Enrica Campanini; “Dizionario di fitoterapia e piante officinali II Edizione“; pag. 350

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