Vitaprosta 100 Compresse

18,00 

RIDUCE L’ADENOMA PROSTATICO

RIDUCE IL VALORE DEL PSA

MIGLIORA LA VELOCITA’ DI MINZIONE

Descrizione

Epilobio

È una delle piante con un effetto antiprostatico più forte. In particolare l’Epilobium parviflorum Schreb. Viene impiegato in modo soddisfacente nel trattamento dell’iperplasia benigna prostatica, sotto stretto controllo medico, ovviamente. Nonostante sia cosi attiva ancora è poco sfruttata e soprattutto non si è ancora isolata la vera molecola responsabile dell’azione. Usato anche nei disturbi della minzione associata ai problemi da infiammazione prostatica.

Serenoa repens

I principi attivi della pianta sono in grado di stimolare a livello prostatico i recettori estrogenici e di inibire quelli progestinici, e sono in grado di produrre effetti antiestrogenici e antiandrogenici, che si manifestano con blocco causato dall’inibizione della 5 alfa-reduttasi di tipo I e II del legame da parte del didrotestosterone a livello dei recettori androgenici

I nativi americani utilizzano il frutto come cibo, ma anche per una grande varietà di problemi legati al sistema urinario e all’apparato riproduttivo. I coloni europei imparano presto a utilizzarla. Per almeno 200 anni venne usato l’estratto secco per diverse patologie: stanchezza, debolezza, problemi urogenitali e così via.

Tabebuia

Attività antivirale, attribuita alla capacità di inibire i processi enzimatici necessari alla moltiplicazione dei virus. Tale attività è stata dimostrata nei confronti dei virus dell’influenza, dell’herpes simplex (tipo 1 e 2), della stomatite vescicolare e della polio. Si stanno studiando le possibilità del beta lapachone di inibire alcuni retrovirus come il virus responsabile di leucemie e aids. Le proprietà antiparassitarie sono state fra le prime evidenziate, in particolare verso la malaria e la schistosomiasi. Vengono attribuite a tabebuia anche proprietà antitumorali dovute al lapacholo e al beta lapachone, il lapacholo sembra avere una forte affinità per le cellule tumorali, tanto che esso si ritrova in alte concentrazioni in tali cellule dopo circa sei ore dalla somministrazione, uno dei meccanismi con cui agisce sembra essere una interferenza con il metabolismo dell’ossigeno nelle cellule malate impedendone la respirazione. 

Beta-sitosterolo

II beta-sitosterolo è il fitosterolo più abbondante nella dieta (cfr Fitosteroli). Esso è pure ampiamente distribuito nel regno vegetale e si ritrova in specie come la Serenoa repens, la Cucurbita pepo ed il Pygeum africanum. Queste tré specie botaniche vengono impiegate nel trattamento della ipertrofìa prostatica benigna (IPB). Vi sono elementi per ritenere che il b-sitosterolo contribuisca all’attività di questi fìtote-rapeutici nella Ipertrofia Prostatica Benigna. Peraltro, lo stesso composto viene usato in Europa in questa condizione.

Ingredienti e tenore giornaliero: Epilobio (Epilobium Parviflorum Scherb. herba): 270 mg. Serenoa (Serenoa Repens (BATRAM) Small. fructus): 270 mg.  Tabebuia (Tabebuia Avellanedae Lorentz ex Griseb cortex): 270 mg. Beta-sitosterolo: 90 mg. Addensanti: gomma arabica (Acacia Verek A. Senegal L.), cellulosa microcristalllina, magnesio stearato vegetale.

Modalità d’uso: 3 compresse, prima dei due pasti principali.

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