La formazione delle placche arteriosclerotiche

Perché si formano le placche arteriosclerotiche nelle nostre arterie e cosa possiamo fare per contrastare questo problema.

29 dicembre 2021 / Notizie

Se si guardasse all’interno di un vaso sanguigno affetto da arteriosclerosi si vedrebbe come la sua parete sia piena di una specie di brufoli. Così come la faccia di un adolescente può essere piena di brufoli, la parete vascolare nelle persone più anziane può essere coperta da tumefazioni a forma di brufolo, denominate «placche». Man mano che all’interno della parete vascolare si presentano placche in maggior numero e di grandezza maggiore, il flusso sanguigno, e quindi il rifornimento di ossigeno delle cellule, verrà sempre più ostacolato. Se oggi sappiamo come gestire effettivamente la lotta contro la loro formazione e crescita lo dobbiamo a Earl P. Benditt dell’Università di Washington che ha scoperto la causa essenziale di questa disastrosa affezione.

La placca ha inizio con la degenerazione delle cellule muscolari presenti nella parete arteriosa; queste cellule degenerate se non vengono prontamente eliminate da parte del sistema di difesa si sviluppano in piccoli tumori benigni (ateromi). Tale scoperta offre la possibilità di prevenirne la formazione fornendo all’organismo un’ampia quantità di fattori nutritivi che impediscono la degenerazione delle cellule parietali vascolari e rinforzano il sistema di difesa. In mancanza di essi, le tumefazioni delle cellule muscolari s’ingrandiscono in modo tale da creare piccole crepe nel rivestimento della parete vascolare. Su una parete levigata il sangue scorre normalmente; su una danneggiata, quindi irregolare, il sangue deposita facilmente varie sostanze.

Questo fenomeno è in prima istanza un tentativo dell’organismo di riparare piccoli difetti con l’aiuto, fra l’altro, di proteine per la coagulazione del sangue in forma di fibre. Se ciò non riesce perché il nostro «medico interiore» non funziona abbastanza efficacemente il coagulo di riparazione attira altre sostanze, aggravando il disturbo.

Il fenomeno della crescita della placca a causa dell’accumulo di diverse sostanze viene inoltre agevolato dal fatto che la parete vascolare danneggiata diventa permeabile a sostanze che di solito non la possono penetrare. La piccola tumefazione si trasforma man mano in un tumore benigno, ricco di cellule morte, grassi ematici, colesterolo, proteine e tessuto connettivo. La placca contiene poi calcio, sostanza che la rende abbastanza dura: il nome di «calcificazione» delle arterie e stato scelto per il suo ruolo evidente. II pericolo dell’arteriosclerosi per la salute è aggravato dalla facile formazione di coaguli di sangue che si fissano sulla placca, per cui un vaso, già ristretto, può ostruirsi di colpo procurando, ad esempio, un infarto cardiaco. Il verificarsi o meno di sintomi di malattie non dipende solamente dalla grandezza e dal luogo delle placche, ma anche dalle condizioni del sangue. Quanto più è denso e
facilita la formazione di coaguli, tanto più grande è il rischio di fenomeni patologici.

Micronutrienti speciali possono limitare la tendenza alla formazione di coaguli. La gravità del restringimento dei vasi sanguigni viene influenzata dal variare della capacità del sangue di mantenere in uno stato di emulsione i grassi e le sostanze lipidiche. Quando questa capacità diminuisce, i grassi e il colesterolo del sangue si depositano più facilmente sulla parete del vaso sanguigno, stimolando la crescita della placca, come vedremo in seguito. Contrariamente a quanto si crede, la forma zione della placca non ha alcun rapporto con la quantità di colesterolo in circolazione, per cui l’uso di farmaci per la sua riduzione è dannoso, oltre che inutile. Solo la giusta integrazione di nutrienti e una alimentazione corretta possono offrire anche qui una soluzione. Un altro aspetto nell’arteriosclerosi è che gli stessi fattori che fanno degenerare le cellule muscolari nella parete del vaso possono attaccare anche il tessuto connettivo della parete stessa.

A causa del suo indurimento, il vaso sanguigno perde la sua solidità e flessibilità e diventa rigido e fragile. Questa situazione, in caso di pressione alta, può essere causa di emorragie. Si vede così come l’arteriosclerosi può provocare anche danneggiamenti ai tessuti in seguito a emorragie interne. A causa della rottura di una piccola arteria nel cervello può verificarsi un ictus. I fenomeni che accompagnano questa sindrome svenimento, paralisi, disturbi della parola dipendono ovviamente dall’entità e dal luogo dell’emorragia. Anche l’indurimento del tessuto connettivo può essere combattuto con sostanze nutritive speciali. 

Protezione naturale contro la formazione di placche. In quale modo le vitamine e i minerali sono capaci di prevenire i problemi appena descritti, che sono la causa di arteriosclerosi e di infarti cardiaci? Uno scienziato che ha contributo ampiamente alla soluzione di queste problematiche è Denham Harman, dell’Università del Nebraska, che ha scoperto come il deterioramento e l’invecchiamento dei tessuti trovino la loro causa principale nel fatto di essere attaccati dai cosiddetti radicali liberi. Questi sono prodotti aggressivi dell’ossigeno che causano nell’organismo vari processi dannosi di ossidazione, simile all’azione della ruggine sugli oggetti di ferro. Le cellule sane si trasformano così in cellule degenerate che formano tumefazioni e placche. II tessuto connettivo flessibile viene reso rigido e perde la sua elasticità. L’irrigidimento non nuoce soltanto ai vasi sanguigni, ma anche alla pelle, che diventa rugosa.

Questo è uno dei motivi per cui alcune persone assumono un aspetto più giovanile in seguito alla pulizia dei vasi sanguigni. Poiché le nostre cellule necessitano costantemente di ossigeno per poter produrre energia, e in questa produzione energetica vengono formati inevitabilmente radicali liberi, il nostro «medico interiore» deve difendersi di continuo contro questi perfidi nemici corporei. A tale scopo il corpo umano può disporre di un’estesa gamma di sostanze, gli antiossidanti, chiamati così per via della protezione che assicurano contro la dannosa ossidazione.

Visto che la loro produzione diminuisce di solito con gli anni, è una fortuna che la natura possa provvedere anche con antiossidanti già pronti, assunti con l’alimentazione. Le vitamine più varie e alcuni alimenti devono infatti il loro effetto salutare oltre che alla loro azione antiossidante capace di neutralizzare i radicali liberi, anche al fatto di poter essere utilizzati come materie prime da cui il corpo può produrre antiossidanti. II bisogno dell’organismo di antiossidanti è ancora più forte a causa della formazione di radicali liberi dovuta a fattori ambientali, quali radiazioni radioattive, fumo di sigarette, metalli nocivi come cadmio e piombo. II processo di recupero viene stimolato più fortemente con la somministrazione di Vene e Arterie, per la presenza in esso di sostanze nutritive racchiuse in perle morbide che rinforzano direttamente la capacità del sistema di difesa.

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